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20 Apr

C’era una volta a Figline. L’incontro a tavola tra Sarri e De Laurentiis

sarri de laurentiis

Si sono ritrovati li’, insieme, davanti a un piatto di caciucco e un’amatriciana. Con, magari, chissa’, una pizza a creare quel ponte tra due che piu’ diversi difficilmente li trovi. Maurizio Sarri e Aurelio De Laurentiis nel loro pranzo a Figline Valdarno, dopo tanto tempo sono di nuovo stati faccia a faccia, come non accadeva da tanto, forse troppo. E hanno parlato. Lo hanno fatto di tutto. Dal calciomercato ai progetti del Napoli che e’ e di cio’ che sara’. Dai rinnovi dei giocatori fondamentali, alle inevitabili, possibili, partenze di altri.

Gia’, i progetti. Perche’ quelli contano sempre piu’ di tutto.

Maurizio: Aurelio, secondo te non è giusto fare dei progetti?
Aurelio: Sì, certo, sì. Mai io ci sono nei tuoi progetti?
Maurizio: Ah, Aurelio, tu sei la sola persona che io ho mai…
Aurelio: Che hai mai cosa? Vai avanti, che hai mai?
Maurizio: Di cui mi sia importato. Ma tu mi terresti chiuso a chiave in una stanza e getteresti via la chiave, non è vero?
Aurelio: Sì, credo di sì.
Maurizio: Già, il guaio è che io ci starei anche volentieri.

Ci piace immaginarli cosi’. Come nel dialogo tra Deborah e Noodles in “C’era una volta in America”. Nessuno dei due vorrebbe lasciare l’altro. De Laurentiis perche’, in realta’ il suo tecnico lo esalta. Anche nei loro scontri. Ha bisogno di uomini veri con cui dialogare, andando d’accordo o trovandosi in disaccordo poco conta. E lui lo e’. Poi ve lo immaginate il numero uno azzurro a non discutere mai con qualcuno?

Dal canto suo, Sarri a Napoli sta bene. Il pensiero sulla difficolta’ di riuscire a creare questa isola che non c’e’ anche altrove esiste nella sua mente. L’incubo di ritrovarsi come Arrigo Sacchi e’ ben sito li’, in una parte del suo cervello. Tra una diagonale e un fuorigioco. Ma non per questo si fermera’. Esiste anche l’altra faccia della medaglia. Quella di Pep Guardiola. Che il suo calcio lo ha portato ed esportato ovunque.

Quello di ieri e’ stato solo un primo incontro. Un pranzo cui ne seguiranno altri. Fatto proprio in queste due settimane di sosta che, evidentemente, arrivano nel momento opportuno. Perche’ alla ripresa del campionato, la prossima settimana, comincera’ un tour de force che difficilmente lascera’ spazio ad altre chiacchierate del genere. Pero’ adesso Maurizio sa. Sa che Aurelio non ha intenzione di lasciarlo andar via tanto facilmente. Cosi’ come De Laurentiis ha capito che i progetti sono importanti. Forse anche piu’ dei soldi.